Dark EQ.
Dark EQ.
Il papà di Giovana. Stile registico talvolta da fiction Rai. Pupi Avati ha fatto di molto meglio. Sceneggiatura con buchi qua e là. Silvio Orlando bravo ma non geniale. Alba dal cognome tedesco fa la pazza, lo fa bene ma -suvvia- non é difficile. Ezio Greggio nel ruolo drammatico é appena appena passabile. Francesca Neri si é limitata a rimanere quasi sempre impassibile. Serena Grandi é ormai la Zia per eccellenza del cinema italiano. Due le scene ridicole: la madre della ragazza uccisa che esce urlando come nella più amatoriale delle recitazioni teatrali e la scena di Greggio sul tram. Il revisionismo secondo me non c’é. Non é un capolavoro ma qualche emozione la strappa. E’ pesante ma non noioso. Il finale buonista mette tutti d’accordo. Furbo film di cassetta mascherato da fim d’autore si diceva una volta.
Forse siamo davanti alla più grande crisi economica mondiale dopo il ‘29 ma il Wall Street Journal trova il tempo per un divertente articolo sull’origine del nome degli Hotel Bristol. Quello che si dice essere ottimisti. Immagino quanti broker saranno interessati a questo articolo in queste ore. Ad ogni modo tra le varie soluzioni sull’origine del nome si può proporre anche quella del tributo all’hip hop…magari tra un centinaio d’anni qualcuno ci crederà.
Adobe sta sviluppando Flash per iPhone. Magari incrociando le dita si può sperare nel copia e incolla, negli allegati per le mail e magari in uno straccio di software legale per videocamera? Allora sì che iphone sarà veramente quel gadget miracoloso che ora é solo in parte. Proprio roba da geek.
At work.
Ernesto Assante di Repubblica ripercorre in tre minuti la storia di Mork e Mindy, lo spin-off di Happy Days che ha fatto conoscere al mondo Robin Williams. Ai tempi, facevo le scuole elementari e chi non si salutava con “nano nano” e relativo gesto della mano era assolutamente out.